La Galleria dell'Accademia, conosciuta da molti come la Galleria del David di Michelangelo, è uno di quei musei che si danno come tappa scontata nel momento in cui si visita Firenze. In realtà, facendo un piccolo sondaggio tra i miei amici, ho scoperto che la maggior parte di loro sa di che museo si tratti e che cosa ci sia dentro, ma pochissimi (me compresa) lo hanno visitato realmente. Devo precisare inoltre che la nostra posizione è molto vicina a Firenze e che quindi la cosa è ancora più rilevante. Ho deciso così di organizzare un gruppetto per una visita per porre rimedio alla nostra lacuna.
Abbiamo optato per domenica 22 gennaio: l'intenzione era quella di prenotare i biglietti online, ma non sapendo fino all'ultimo momento quanti saremmo stati di preciso, siamo stati alla sorte pregando di non trovare troppa fila. La fortuna ci ha assistito perché non abbiamo trovato nessuno all'ingresso e siamo entrati immediatamente.
La cosa mi ha stupita molto perché nei numerosi viaggi che ho sempre fatto a Firenze, ho sempre notato una fila interminabile per entrare alla Galleria. E' anche vero che durante i mesi di Gennaio e Febbraio ci sono meno turisti in giro per la città. Comunque sia siamo stati fortunati, anche se consiglio vivamente a tutti di prenotare, se possibile, i biglietti per i musei fiorentini, almeno quelli più famosi. Il poco affollamento ovviamente ha giovato anche alla visita: è sempre un privilegio poter sostare davanti alle opere senza avere la calca intorno e la pressione dei vicini. Certo è che, al contrario, un gran numero di visite è indice di curiosità culturale ed è rincuorante notare quanto sia apprezzato il patrimonio artistico italiano.
Vi sembrerà strano, ma la prima cosa che mi ha colpita è stato il piccolo ingresso: ci siamo persino chiesti se fosse l'entrata giusta. Insieme alla biglietteria, vi accoglie un piccolo book shop: potrete trovarvi vari tipi di guide, più o meno economiche, da acquistare come aiuto ad una visita più consapevole. Io per esempio ne ho acquista una a € 9,50 di piccole dimensioni con illustrate e spiegate le opere di maggior rilievo; comunque il negozio è accessibile anche una volta termina la visita.
La prima sala detta Salone del colosso è una grande stanza quadrata con al centro un gesso del Giambologna di notevoli dimensioni, tutto attorno le pareti sono piene di quadri fino quasi al soffitto: infatti per vedere bene alcune opere bisogna allontanarsi dalle pareti ed alzare molto la testa. La stanza raccoglie opere del Quattrocento e del primo Cinquecento fiorentino. Purtroppo alcune di queste non erano presenti perché vi era in concomitanza, sempre a Firenze, un'altra mostra sul rinascimento.
Tanto per avere un'idea e per stuzzicare la curiosità, posto di seguito alcune immagini di opere presenti nella stanza.
GIAMBOLOGNA, Ratto delle Sabine 1582 Gesso |
COSIMO ROSSELLI, Santa Barbara 1470 ca. Tempera su tavola |
FRA BARTOLOMEO, Il profeta Isaia 1514-1515 ca. Olio su tavola |
PAOLO UCCELLO, Scene di vita eremitica 1460 ca. Olio su tela |
FILIPPO LIPPI e PIETRO PERUGINO, Deposizione 1504 e 1507 Olio su tavola |
PIETRO PERUGINO, Assunzione della Vergine 1500 Olio su tavola |
DOMENICO GHIRLANDAIO, Santo Stefano fra i santi Jacopo e Pietro 1493 Olio su tavola |
SANDRO BOTTICELLI, Madonna col Bambino, san Giovannino e due angeli 1468 ca. Tempera su tavola |
Da questa stanza si accede a due sezioni del museo completamente distinte l'una dall'altra: se si prosegue sulla destro si visita il museo degli strumenti musicali, sulla sinistra invece ci si avvia verso la statuaria di Michelangelo.
Il museo degli strumenti musicali è di recente apertura, è stato inaugurato infatti nel 2001 ed espone oltre quaranta strumenti del XVII, XVIII e XIX secolo, provenienti dalle collezioni granducali dei Medici e dei Lorena.
ANTONIO STRADIVARI, Viola tenore 1690 |
MICHELE ANTONIO GRANDI (attr.), Salterio di marmo Post 1691 |
DOMENICO DEL MELA, Pianoforte verticale 1739 |
Proseguendo si arriva finalmente alle grandi opere scultoree di Michelangelo. Questo grande ambiente si configura come una chiesa a croce latina al cui centro, sotto un lucernario circolare, è collocato il David.
Notevoli sono le statue dei Quattro prigioni e del San Matteo che accolgono il turista come pilastri imponenti di un corridoio che ha come meta finale la contemplazione, nel pieno della luce, del magnifico David.
Il primo vero motivo per cui ho scelto di visitare la Galleria dell'Accademia in realtà non è per osservare il famosissimo David, di cui tra l'altro si ha una copia identica e facilmente visibile in piazza della Signoria, ma la curiosità di vedere da vicino I Prigioni. Trovo estremamente affascinanti queste figure che emergono con sforzo titanico dal duro marmo. Credo che il non finito michelangiolesco renda ancor più partecipe lo spettatore, il quale si trova nel bel mezzo del lavoro dell'artista: come sbirciare dal buco della serratura nella stanza dello scultore senza interrompere la magia del miracolo che sorge dalla nuda pietra. E' come se non si fosse più dei semplici spettatori perché l'artista ci dà la possibilità di scoprire i diversi stadi di lavorazione e non ci mette semplicemente di fronte all'opera finita. Vi è un dialogo continuo tra lo scultore e l'opera, tra l'opera e noi e tra lo scultore e noi, come un cerchio.
Inutile sottolineare poi l'importanza del non finito da un punto di vista storico-artistico, in quanto permette agli studiosi di analizzare attentamente e di capire come si lavorava la scultura ai tempi di Michelangelo.
MICHELANGELO BUONARROTI, Prigioni 1530 ca. Marmo |
Che dire poi del David! Chiunque se lo immagina grande ed imponente, e lo è ancora di più quando si è lì sotto ad osservarlo. Effettivamente la commistione di grazia e forza, eleganza e potenza sembra essere di un altro mondo e dà all'opera una bellezza divina. Se si pensa poi alle difficoltà dello scolpire un'opera di tali dimensioni in un blocco di marmo tra l'altro già abbozzato da un altro artista, ci si rende effettivamente conto di che genio fosse Michelangelo.
Non mi dilungherò a parlare del David, prima di tutto perché se ne trova numerosissime notizie su tutti i libri di storia dell'arte ( e non solo) di certo più importanti e specifiche di quelle che potrei fornire io; secondo perché la sola contemplazione dell'opera riempe talmente tanto lo spirito che anche il solo osservare può bastare a riempire gli occhi e a placare la voglia di conoscere.
La visita prosegue con i bracci laterali alla tribuna ed una stanza detta Salone dell'Ottocento in cui vi si trovano tantissime opere in gesso di Lorenzo Bartolini ed opere su tela di pittori che ai più saranno sconosciuti, ma che rammentano le origini accademiche ed ottocentesche di questa Galleria.
Come in un flashback si visitano le stanze dedicate al Trecento e si viene quindi sommersi da tavole con fondo oro, rappresentazioni sacre e storie medievali. La visita sulla pittura del Tardogotico prosegue fino al primo piano: le opere sono numerose e si ha una panoramica davvero completa del periodo. Inoltre, sempre al primo piano, è possibile la visione di un video in cui si spiega le operazioni di restauro con relativo accenno alle tecniche pittoriche della pittura gotica.
Alcune notizie utili:
ORARI:
da Martedì a Domenica ore 8.15 - 18.50
Chiusura: tutti i lunedì, Capodanno, 1° Maggio, Natale
BIGLIETTI:
Intero € 6,50
Ridotto € 3,25
Prenotazione € 4,00 Tel. 055 294883
INDIRIZZO:
Via Ricasoli 58-60, Firenze
COME RAGGIUNGERE IL MUSEO:
Aereo: Dall'aeroporto Amerigo Vespucci, con l'autobus navetta VOLA IN BUS fino alla Stazione di Santa Maria Novella
Automobile: Parcheggio della Stazione di Santa Maria Novella.
Treno: Stazione di Santa Maria Novella.
Autobus: Nei pressi della Stazione di Santa Maria Novella. Linee 1, 17
Percorso Pedonale: Dalla stazione circa 15 minuti, attraverso il centro storico della città.
CONTATTI:
Fax: 055 2388764
Email: galleriaaccademia@polomuseale.firenze.it, galleriaaccademia.collezionecherubini@polomuseale.firenze.it
ACCESSO DISABILI:
Il museo è dotato di dispositivi per l'accesso alle persone disabili.
AUDIO GUIDE:
Sono disponibili in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e giapponese
Costo: €5,50 per apparecchio singolo, €8,00 per apparecchio doppio.
Costo: €5,50 per apparecchio singolo, €8,00 per apparecchio doppio.
BOOK SHOP:
Un bookshop è situato all'ingresso e uno all'uscita della Galleria. Sono in vendita le guide del museo in diverse lingue, pubblicazioni d'arte e oggetti ispirati alle opere della Galleria.
Inoltre ricordo l'iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali "L'Arte ti fa gli auguri", per cui ogni cittadino italiano ha la possibilità di entrare nei musei statali italiani gratuitamente il giorno del proprio compleanno. Per ulteriori informazioni cliccate sul link seguente:
Salve! Vale la pena acquistare l'audioguida? E qual'è la differenza (tecnica) tra l'apparecchio doppio o singolo (solo che l'ultimo va in un orecchio)?
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